Molotov e sassaiole contro la crisi: la Grecia torna in piazza

La Grecia della crisi economica e della recessione si è riversata in piazza ad Atene per lo sciopero generale indetto dai sindacati al quale hanno partecipato almeno 50 mila persone. I manifestanti, che avevano organizzato due cortei diretti verso piazza Syntagma, dove ha sede il Parlamento ellenico, sono stati coinvolti in scontri violenti con la polizia locale che ha utilizzato i gas lacrimogeni per disperdere la folla.
17 AGO 20
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La Grecia della crisi economica e della recessione si è riversata in piazza ad Atene per lo sciopero generale indetto dai sindacati al quale hanno partecipato almeno 50 mila persone. I manifestanti, che avevano organizzato due cortei diretti verso piazza Syntagma, dove ha sede il Parlamento ellenico, sono stati coinvolti in scontri violenti con la polizia locale che ha utilizzato i gas lacrimogeni per disperdere la folla. Agli scontri avvenuti di fronte al Parlamento hanno partecipato circa 200 persone che si sono staccate dai cortei della manifestazione contro le misure di austerità. Ci sono stati lanci di bottiglie molotov contro la polizia che ha tentato di ricondurre all’ordine i facinorosi prima con i fumogeni e poi con delle cariche.
Tutto è avvenuto mentre all’interno del Parlamento il primo ministro greco, il conservatore Antonis Samaras, stava approvando il pacchetto di tagli da 11,5 miliardi di euro che gli era stato presentato ieri sera dal ministro delle Finanze Yannis Stournaras. Il pacchetto verrà presentato in giornata anche agli altri due leader della coalizione di governo, il socialista Evangelos Venizelos e Fotis Kouvelis di Sinistra Democratica. Verranno anche discusse nuove misure fiscali per un valore di due miliardi di euro. Le misure d’austerità prevedono tagli alle pensioni e agli stipendi del settore pubblico, ma non prevedono nuovi licenziamenti. L'età della pensione dovrebbe essere aumentata da 65 a 67 anni e i provvedimenti fiscali dovrebbero prevedere una stretta sul lavoro free-lance e sui lavoratori autonomi. L’approvazione delle misure contestate dai manifestanti rappresenta l’unica possibilità per la Grecia di concludere l'accordo necessario al rilascio di una nuova tranche del prestito internazionale. Tuttavia i nuovi tagli, come dimostrano le massicce proteste di oggi ad Atene e Salonicco, rappresentano l’ennesimo colpo per un paese già messo in ginocchio dalla crisi economica.